Alcamo (Àrcamu in siciliano) è un comune italiano di 45.985 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia. Alcamo è situata al confine con la provincia di Palermo, a una distanza di circa 50 km sia da Palermo che daCOLLEGIO_MOBTrapani. Sorge ai piedi del Monte Bonifato. Il territorio comunale oggi si estende su una superficie di 130,79 km².

A nord è bagnata dal mar Tirreno, confina ad est con i comuni di Balestrate e Partinico, a sud con quello di Camporeale e ad ovest con quelli di Calatafimi Segesta e Castellammare del Golfo. La sua più importante frazione è Alcamo Marina, che dista circa 6 km dal centro cittadino.

La città ha subìto il succedersi di diverse dominazioni: agli Arabi succedettero dapprima i Normanni e poi gli Svevi, in questo periodo l’attuale centro storico era abitato da musulmani e diviso nei quattro casali di S. Vito, S. Leonardo, S. Ippolito e S. Nicolò. Una serie di rivolte dei saraceni tra il 1221 e il 1243 indusse l’imperatore Federico II di Svevia a deportare la popolazione araba da Alcamo e i casali divennero gradualmente cristiani. La città passò quindi nelle mani di diversi feudatari, dapprima i Ventimiglia, di cui rimangono i resti dell’omonimo castello sulla cima del Monte Bonifato, poi i Conti di Modica, il cui castello è tutt’oggi presente in ottime condizioni allorché restaurato in tempi recenti. Il castello risalirebbe al XIV-XV secolo ad opera della famiglia Peralta e fu successivamente castello_alcamomobcompletato dai feudatari Enrico e Federico Chiaramonte. Fu in possesso dei Cabrera Conti di Modica fino al 1812, in seguito,durante il regno d’Italia fu adibito a carcere fino agli anni sessanta, soggiornò nel 1535 l’Imperatore Carlo V. La struttura del castello è a forma romboidale con 4 torri delle quali 2 quadrate presenti agli angoli e 2 circolari unite da cortine. Nelle varie torri era presente una stanza di tortura per i prigionieri, locali per le sentinelle ed alloggi per i sovrani di passaggio. Una delle caratteristiche peculiari del castello è data dalle spesse mura che lo delimitano, le quali un tempo difendevano egregiamente l’edificio dagli attacchi nemici.

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