Alcamo è una città ricca di arte che conserva e valorizza nel tempo il senso della storia e della cultura.

Veri e propri scrigni di tesori sono le chiese, prima fra tutte la chiesa Madre che deve al fiammingo Guglielmo Borremans gli affreschi della volta della navata centrale e ad Antonello Gagini lo splendido trittico con  la Madonna  tra gli Apostoli Filippo e Giacomo (1519), il rilievo con il  Transito della Vergine (1529) e il Crocefisso (1523);  di Giacomo Gagini  è invece il San Pietro (1586).  Anche nella chiesa di San Francesco d’Assisi si trovano opere attribuite ad Antonello  e a Giacomo Gagini. Capolavoro di Antonello è inoltre la statua di Sant’Oliva (1511) nella chiesa omonima dove sono anche l’ Annunciazione di Antonino e Giacomo Gagini (1545) e la splendida tela con le Anime del Purgatorio di Pietro Novelli (1639). Magnifiche le statue in stucco, magistralmente plasmate da Giacomo  Serpotta per le chiese dei Santi Cosma e Damiano(1722)  e di San Francesco di Paola(1724).

COLLEGIO_MOBDel progetto originario abbiamo testimonianza dalla nota planimetrica rinvenuta alla Biblioteca Nazionale di Parigi, unico documento storico finora conosciuto come primo progetto del Collegio, e che reca scritto sul retro “Alcamo”. Dell’impianto originario della seconda metà del Seicento rimangono oggi le ali nord ed ovest che, sia al piano terra sia al primo piano, malgrado alcune trasformazioni intervenute nei secoli successivi, hanno mantenuto le caratteristiche morfologiche e tipologiche originarie, nonché le tracce murarie dell’originario corpo scala e di un’aliquota delle volumetrie che si attestano sull’ala ovest. Il Collegio dei Gesuiti ad Alcamo, fondato a metà del ‘600 per le esigenze della diffusione della fede e della formazione spirituale, viene arricchito, nel ‘700, con un loggiato secondo i modelli della trattatistisca colta del tempo.

castello_alcamomobDel progetto originario abbiamo testimonianza dalla nota planimetrica rinvenuta alla Biblioteca Nazionale di Parigi, unico documento storico finora conosciuto come primo progetto del Collegio, e che reca scritto sul retro “Alcamo”. Dell’impianto originario della seconda metà del Seicento rimangono oggi le ali nord ed ovest che, sia al piano terra sia al primo piano, malgrado alcune trasformazioni intervenute nei secoli successivi, hanno mantenuto le caratteristiche morfologiche e tipologiche originarie, nonché le tracce murarie dell’originario corpo scala e di un’aliquota delle volumetrie che si attestano sull’ala ovest.

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